Pompei - Casa del Fauno

La casa del Fauno ? una tra le pi? grandi case di Pompei e fu scavata nel 1830-1832. Quando fu scavata venne denominata Casa di Goethe, in onore di August von Goethe, poi, dopo il ritrovamento del gran mosaico con la battaglia tra Alessandro e Dario, fu chiamata ?casa del gran musaico?. Oggi deve il suo nome alla statuetta di fauno in bronzo, che danza suonando un doppio flauto, posta, attualmente, al centro dell??impluvium? nell?atrio tuscanico.

L?antica dimora si estende su una superficie di circa 3000 mq. e si trova nel quartiere della citt? in cui ? concentrato il maggior numero di case "ad atrio" con peristilio.

Fu costruita in et? sannitica, nel III-II secolo a.C., ed edificata in due fasi. Nella prima fase la casa non oltrepassava l?estensione dell?originaria casa con hortus, quest?ultimo si estendeva nell?attuale primo peristilio (36). Nella seconda fase, verso la fine del II secolo a.C., fu aggiunto il secondo peristilio (39) e la casa venne cos? ad occupare l?intera insula. L?entrata principale (2) della casa ha un particolare rilevanza nell?ambito della facciata a pilastri. Il marciapiede posto dinanzi alla facciata d?ingresso  ? ornato da un pavimentazione il lavapesta, con la scritta Have. La decorazione dell?abitazione costituisce uno degli esempi pi? importanti del cosiddetto ?primo stile pompeiano?.

All?interno dell?antica dimora furono rinvenuti numerosi mosaici figurati - oggi nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli ? che attestano la raffinata cultura ed il livello sociale dei proprietari. Nel cubicolo (28), sul lato destro dell?atrio, ve ne era uno con ?Satiro e Menade? in amplesso erotico. Nell?ala destra (30) vi era un mosaico con un gatto che divora una pernice e nature morte con anatre e frutti di mare; nell?ala sinistra (29) apparivano tre colombe che sfilano una collana di perle da una cassetta (attualmente nell?ambente ? stata collocata una copia del mosaico). Nell?ambiente posto di fronte (35), a sinistra del tablinum,  appariva una natura morta con pesci.

Nel 1831 sul pavimento dell?esedra che si apriva sul primo peristilio si rinvenne un enorme mosaico di metri 5,82 x 3,13. Il mosaico rappresenta lo scontro decisivo tra Alessandro Magno e Dario III di Persia nella battaglia di Gaugamela, anche se tradizionalmente la si ? identificata anche con quella di Issos. Nel tablinum (33) si rinvenne lo scheletro di una donna che tentava di porre in salvo i suoi monili: due bracciali d?oro a forma di serpente, del peso di mezzo chilo ciascuno,  degli anelli con cammei ed un gruzzolo di monete composto da 203 sesterzi. Tale rinvenimento, assieme ai preziosi oggetti di arredo in marmo e in bronzo, attestano che questa dimora rimase, ancora nel I secolo d.C., una delle pi? ricche e prestigiose della citt?.

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