POMPEi FUNEBRI

E zacchete! Dall'Unesco richiamano l'Italia a fare in fretta e ad occuparsi seriamente di Pompei. Pronti, partenza, via! 

Quando dall'estero alzano la voce l'Italia "s'è desta".
Vorrei svegliarmi un giorno e leggere che abbiamo anticipato qualche idea. Non c'è niente da fare! Quando gli argomenti sono civiltà, onestà, buona condotta: c'è sempre qualche motivo per cui non siamo davanti agli altri. E via le slavine di "Eh, ma, però, in questo momento, la crisi, Pompei è un luogo difficile, la Campania..." 

Lo straniero che arriva in Italia è ubriaco di bellezza. Il visitatore straniero che arriva a Pompei lo sa che quel viaggio è importante. Si prepara ad un evento. Significa entrare nel tempo. 
Ma la politica gestionale italiana dei Beni Culturali, forse non lo sa.
Forse è proprio vero che per apprezzare una cosa molto bella, bisogna guardarla da lontano. Forse l'Italia è troppo vicina agli Italiani perchè la possano apprezzare in pieno. Forse avera tanta bellezza sotto gli occhi, ovunque, ha generato una diafana assuefazione. 

E se entriamo nel merito delle responsabilità: il nero della mezzanotte peggiora. Non c'è niente da fare l'italia è un dinosauro, ha creato nei secoli apparati così ben oliati da funzionare alla perfezione. Il rallentamento è sistema. E sembra che sia reiterazione, ma non lo è. Perchè per essere reiterazione ci vorrebbero delle soste, ma il moto è continuo. Il meccanismo della lentezza programmata è un brand italiano ormai. E hai voglia a chiamarlo "Burocrazia", che va sempre bene tanto è un animale mitologico, non si vede e non si sente e quindi diamogli la colpa, tanto non reagisce. E noi? Niente. Un po' come quando sui treni ti dicono "Scusateci per il disagio" senza contraddittorio. Un bell'egomeabsolvo e buonanotte. 

 

Per me se una cosa appare semplice da fare, e non si fà perchè non si vuole fare punto

"Ma perchè l'Italia non vive di turismo?" (Ve l'hanno fatta questa domanda i vostri attoniti amici stranieri eh?!). 

Brutta domanda eh?!
Sa di colpa.