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MetroNapoli = MetroArt - Come rendere i luoghi della mobilità quotidiana un "museo obbligatorio" -

metro_universit?? MetroNapoli = MetroArt

Come rendere i luoghi della mobilit? quotidiana un ?museo obbligatorio?

?..fermate firmate e stazioni d?autore. Arte e architettura per un paesaggio urbano utile e contemporaneo. Londra? New York? Parigi?...NAPOLI?? [cit. ?non solo moda? 25/03/2007]

Definito da Achille Bonito Oliva un ?museo obbligatorio?, l?intero percorso della metropolitana di Napoli diventa scenario privilegiato per l?arte contemporanea. Il trasporto pubblico su ferro si fa modello di sfida per la riqualificazione territoriale. Alle strutture funzionali ? legata una soluzione estetica e artistica, creando, cos?, un legame indissolubile tra vita quotidiana e arte. Strutture efficienti abbinate a soluzioni estetiche che avvicinano lo spettatore all?arte in generale e a quella contemporanea nello specifico.

La linea 1 della metropolitana prevede, per ora, 8 stazioni, dove 72 artisti hanno allestito 122 opere. Le prime stazioni nascono da progetti che vedono il contributo di pi? artisti, mentre, per le ultime si sceglie il rapporto a due, tra architetto e artista, e quest?ultimo cura l?intero progetto ?estetico?.

Numerose, infatti, le firme nelle varie stazioni inaugurate nei primi anni: come a Stazione Rione Alto, dove, oltre alle opere di artisti emergenti, selezionati da Paola Guadagnino si alternano i pannelli polimaterici di Giuseppe Zevoli, i light-box della coppia Bianco-Valente, i calciatori di Marco Anelli e i wall drawings di David Tremlett. Anche a Stazione Vanvitelli sono tanti gli artisti intervenuti, qui gli interni sono resi pi? luminosi attraverso l?uso dei colori, dal blu al giallo e dal lilla al grigio, e da fonti di luce artificiale come sulla volta del piano inferiore, dove si distende, gigantesca, la spirale in neon azzurro di Mario Merz. A Stazione Quattro Giornate i dipinti e i bronzi di Nino Longobardi, che s?ispirano alla resistenza napoletana, convivono con i guerrieri di Sergio Fermariello. Troviamo anche un light-box di Betty Bee e infine le combattenti di Marisa Albanese. A Salvator Rosa ? tutta la struttura a essere una vera e propria opera d?arte. Collocata nei pressi di un ponte romano, la guglia, in acciaio e vetri colorati, sembra rimandare a un mondo fiabesco mentre i tunnel ci proiettano in un futuro di fantascienza creando un perfetto rapporto tra arte antica, mondo delle fiabe e futuro. Esposte, all?interno vi sono opere di Riccardo Dalisi, Augusto Perez, Enzo Cucchi, Perino&Vele etc.

Numerose sono le opere anche a Stazione Materdei, dove lasciano la loro firma Del Pezzo, Chia, Sol LeWitt e altri o a Stazione Museo, dove padroneggia la fotografia contemporanea con gli scatti di Mimmo Iodice, Luciano D?Alessandro, Fabio Donato, Antonio Biasucci e Raffaele Mariniello. A Stazione Dante, invece, alle tele di Carlo Alfano si alterna la pannellatura di acciaio di Jannis Kounnellis e?Intermediterraneo?, l?opera specchiante di Michelangelo Pistoletto. A Stazione Universit?, completata di recente, ? Karim Rashid a progettare tutti gli interni dove, con contrasti cromatici, materiali accuratamente selezionati e la moltitudine di parole legate al linguaggio della nuova era digitale, ?riesce a toccare la sfera emozionale dei viaggiatori donando loro bellezza e piacere. Infine, maestosa s?impone Synapsi, una scultura di acciaio satinato che rimanda alla sinapsi del cervello e quindi all?intelligenza umana. Anche le prossime stazioni saranno affidate a un singolo artista come nei casi delle fermate Toledo, dove potremmo ammirare Shirin Neshat o Monte Sant?Angelo con Anish Kapoor.

Altro aspetto fondamentale, che si deve ai lavori della metropolitana di Napoli, ? la profonda riqualificazione di cui beneficia tutta l?area circostante le stazioni. Esempio particolare la stazione Salvator Rosa, dove non solo sono stati riportati all?antico splendore il ponte romano e una graziosa cappella neoclassica, ma anche i palazzi circostanti sono stati riqualificati, grazie alle opere di Mimmo Rotella, Ernesto Tatafiore, Renato Berisani, Gianni Pisani e Mimmo Paladino. Si ricorda in particolare il palazzo che fu abitato da Giovanni Capurro, autore de ?O sole mio?, arricchito da una scenografica pioggia di raggi dorati, opera di Mimmo Paladino. Inoltre, i diversi livelli del parco adiacente alla metro, sono collegati tra loro da una scala mobile che da anche accesso a un piazzale giochi progettato da Salvatore Paladino e Mimmo Paladino dove sono stati realizzati giochi sempre praticabili.

Altra piazza totalmente riqualificata ? Piazza Dante. Il progetto della stazione metro ha previsto la risistemazione urbanistica della piazza rispettando l?impianto settecentesco.? La pavimentazione segue il disegno delle architetture progettate da Vanvitelli e gli accessi alla stazione, in cristallo trasparente e acciaio, sono concepiti per assicurare la visibilit? dell?emiciclo da ogni lato.

Oltre alle opere d?arte la metro ? stata anche oggetto di nuovi allestimenti archeologici come ?Stazione Neapolis? ovvero l?esposizione didattica dei reperti archeologici rinvenuti nel corso dei lavori di scavo per la realizzazione della Linea 1. Le testimonianze archeologiche appartengono sia alla citt? di Neapolis sia al primo insediamento di Partenope, sulla collina di Pizzofalcone. Invece alla stazione ?Quattro Giornate? attraverso le opere d?arte si ricordano i giorni dell?insurrezione che liber? Napoli dall?occupazione nazista, una vera e propria lezione di storia.

Con progetti simili non solo si rendono i luoghi della mobilit? pi? attraenti e si offre a tutti la possibilit? di avvicinarsi all?arte contemporanea, ma si fa s? che il trasporto pubblico diventi una vera ? propria sfida di riqualificazione del territorio con la sistemazione e l?abbellimento delle piazze e delle zone adiacenti. Ci si sofferma inoltre sulla storia sociale, culturale e popolare di Napoli. Un vero e proprio Museo didattico, che vale la pena ammirare e con un biglietto d?ingresso che costa poco pi? di un euro.

A cura di

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