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Servizi Beni Culturali

Intervista a Valentina Guerra

Valchiria I

Intervista a Valentina Guerra: la sua esperienza, il suo percorso, la sua opinione sull'arte contemporanea

Valentina Guerra, 30 anni, una passione per l?arte che la porta alla laurea in Conservazione dei Beni Culturali nel 2006 e che la vede attiva in prima persona, parallelamente, come artista tout-court e pittrice in particolar modo. Diverse partecipazioni a collettive, alcune di particolare importanza, ed una personale, Valentina ci parla della sua esperienza nell?intervista che ci ha gentilmente concesso.

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1. Ciao Valentina, tu hai preso parte, recentemente, alla mostra ?Esasperatismo logos e bidone? allestita a Napoli presso le sale di Castel dell?Ovo immerso in uno scorcio paesaggistico incantevole e pregno di storia. La collettiva, organizzata da Adolfo Giuliani, presidente dell?omonimo movimento ?Esasperatista? ti ha visto partecipare con l?opera ?Lacerazione dell?Anima?. Ci parleresti di come hai incontrato il signor Giuliani, ti sei avvicinata al movimento e nello specifico, poi, del tuo dipinto?

 L?incontro con l? Esasperatismo ? successo per puro caso grazie al mio amico Stelvio Gambardella del Centro artistico-culturale Gamen. Anche lui sostenitore di questo movimento, mi ha proposto di creare un?opera in tema che ha poi trovato riscontro positivo da parte del fondatore Adolfo Giuliani e ci? mi ha permesso di prendere parte alla Terza Triennale Internazionale, tenutasi al Castel dell?Ovo di Napoli. I principi di base del movimento sono legati alle conseguenze psicologiche e materiali del vivere quotidiano dell?uomo in una societ? dai ritmi frenetici, in una natura negata e deturpata, tra scienza e progresso che avanzano troppo velocemente con risultati non sempre positivi. Attenendomi a queste tematiche, ? nata ?Lacerazione dell?anima? a simbolo della sofferenza per la mancanza di ?libert? di vivere? davvero come vorremmo, ogni singolo giorno. Per me l?anima ha una forma morbida e fragile, in questo caso accartocciata su se stessa come un bidone abbandonato, per il dolore concreto e fisico che prova. E? il mio primo tentativo di stile astratto che affronto e devo dire che sono molto soddisfatta.

2. E? la tua prima mostra importante? Hai avuto riscontri di pubblico e critica positivi?

Dal 2002 a oggi ho avuto la fortuna di prendere gi? parte a diverse esposizioni collettive di un certo calibro in giro per l?Italia e l?anno scorso ho organizzato la mia prima personale al Circolo Ufficiali della Marina di Napoli. Posso dire che finora ho avuto sempre riscontri positivi, in particolar modo proprio alla Triennale.

3. Quando nasce la tua passione per l?arte? Ci parleresti del tuo percorso formativo? E? stato quello classico: liceo artistico, Accademia di Belle Arti, o ti sei affacciata a questo mondo da autodidatta?

Sono autodidatta e disegno sin da piccola, passione trasmessami prima da mio nonno e poi da mia madre. Il mio percorso non ? stato quello tipico ma dopo il liceo classico mi sono iscritta alla facolt? di Beni Culturali perch? oltre all?aspetto tecnico-artistico mi interessava anche studiare la storia dell?arte e dell?architettura.

4. Cosa pensi del mondo dell?Arte Contemporanea? Quali sono, anche secondo la tua esperienza, le difficolt? alle quali va incontro un giovane artista per far conoscere la propria opera? E quali, invece, gli stimoli che ne arricchiscono e catalizzano la crescita umana e professionale?

E? difficile esprimere un parere sull?arte contemporanea. Personalmente sono davvero pochi i nomi di artisti che reputo tali con la A maiuscola e penso sia troppo sottile il confine tra chi fa davvero arte e chi invece la spaccia per tale ed ? per di pi? sostenuto. Le principali difficolt? del ?venir fuori? tra tutto questo caos non sono poche, si sa e per questo che ?il fare l?artista? ? relegato ad una passione secondaria anche se la si vorrebbe rendere l?occupazione principale. Fronteggiare le spese per un?esposizione, scontrarsi con le gallerie, prendere contatti importanti richiede particolare impegno. Sta di fatto che bisogna necessariamente essere costanti, saper scegliere gli eventi giusti cui partecipare e non avvilirsi. Avere sempre un obiettivo nuovo ti porta a provare, scegliere e conoscere sempre percorsi diversi e soprattutto, cosa da non sottovalutare, a confrontarsi. Io credo poco a chi fa arte e dice che non sente il bisogno di distinguersi o di provare ad avere successo. Non c?? nulla di male nell?affermare di voler mostrare ad un vastissimo pubblico il proprio operato (che niente altro ? che lo specchio del proprio pensiero) e farsi notare. Gli ?artistoidi?, per quanto sensibili e umili, hanno sempre un ego prepotente, diffidate da chi afferma il contrario!

5. Hai uno stile molto personale, da cosa trai ispirazione per i tuoi lavori?

Il pi? delle volte mi ispiro alla natura. Non mi piace ritrarre la realt? cos? com??, perch? penso che guardare un?opera voglia dire anche distogliere l?attenzione da quello che ci circonda ogni minuto e concentrare lo sguardo su qualcosa di bello che ci porti con la mente altrove, almeno per il tempo in cui si sosta davanti ad un lavoro artistico! Rielaboro determinati soggetti, come alberi, scorci paesaggistici o animali marini utilizzando varie tecniche, tra cui la penna a sfera su tela, per dare toni pi? delicati e surreali.

6. Un ultima domanda, intendi proseguire stilisticamente su questa strada o hai nuove idee da sperimentare? 

Dopo l?esperienza ?astratta? dell? Esasperatismo, ho intenzione di approfondire anche questo stile ma senza abbandonare del tutto la mia tendenza figurativa e soprattutto continuare a perfezionare la mia tecnica a penna mixata con altre pi? classiche. Penso ad una prossima personale, spero a breve, basata proprio su questo nuovo percorso.

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Grazie Valentina per averci dedicato un po? del tuo tempo.

Intervista di Serena Mastroserio

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